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CARCERI: “CONTENZIOSO” BLOCCA LAVORI RISTRUTTURAZIONE CENTRO CLINICO BUONCAMMINO

21 giugno 2013 Nessun Commento

            “Un assurdo quanto paradossale ‘braccio di ferro’ tra il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e l’Azienda Sanitaria Locale n.8 di Cagliari ha impedito finora l’avvio della ristrutturazione del Centro Diagnostico Terapeutico della Casa Circondariale del capoluogo sardo. I cittadini privati della libertà che vi sono ricoverati dovranno insomma ancora sopportare i disagi provocati da calcinacci che cadono sulle brande, i piatti delle docce spesso intasati, i tubi arrugginiti da cui non sempre sgorga l’acqua calda, nonché la forte umidità’umidità e le bizze
dell’impianto elettrico”. Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”, avendo appreso che “mentre la ASL ha chiesto al Ministero di liberare le celle del CDT per avviare i lavori, la risposta è stata l’attuale impossibilità di effettuare il trasferimento dei detenuti in altre strutture”.

          “Quello cagliaritano – sottolinea Caligaris – è uno dei 15 Centri Clinici presenti in Italia ma
per le condizioni strutturali in cui si trova attualmente non è in grado di garantire un livello di assistenza adeguato. Da tempo infatti il Dipartimento, anche in attesa del trasferimento delle competenze dal Ministero della Giustizia a quello della Sanità, e quindi alle relative ASL, aveva sospeso gli interventi di manutenzione e di ammodernamento dei macchinari. Era inoltre stata presa in considerazione l’apertura del carcere di Uta, ancora invece in alto mare. L’aspetto paradossale della questione però è che i disagi dei cittadini privati della libertà ricoverati nella struttura sono stati rilevati e confermati da un sopralluogo dei  tecnici della ASL”.

            Permanendo però questa situazione la struttura diagnostico-terapeutica di Buoncammino non potrà più funzionare per la diagnosi e cura. Del resto il Reparto dell’Ospedale Santissima Trinità dove venivano ricoverati i detenuti in condizioni particolarmente gravi è stato di fatto smobilitato. E’ quindi indispensabile – conclude la Presidente di SDR – che i lavori vengano avviati al più presto dalla ASL cagliaritana in modo che  il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria sia “costretto” a trasferire i detenuti-ammalati in altre strutture attrezzate nel rispetto della territorialità della pena. Sta di fatto che al più presto l’attuale situazione di illegalità deve essere rimossa e il diritto alla salute dei detenuti anziani e malati garantito”.
Cagliari, 17 giugno 2013

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