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	<title>Associazione Socialismo Diritti Riforme &#187; Riforme</title>
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		<title>CARCERI: TRASFERITE A BANCALI PER COLLOQUI MAMMA E BIMBA 14 MESI</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2017 13:07:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Sono state trasferite nella Casa Circondariale di Sassari-Bancali la bimba di 14 mesi e la mamma C. A., 34 anni, originaria di Cassino. Il Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria ha tempestivamente dato seguito all’istanza di trasferimento della donna per poter effettuare regolari colloqui con i familiari residenti nel territorio del Sassarese. La bimba resta ancora dietro le sbarre ma la presenza della mamma nel capoluogo turritano permetterà agli altri figli della donna di 6 anni e 4 anni di poter almeno vederla. L’auspicio è che al più presto sia possibile per ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“Sono state trasferite nella Casa Circondariale di Sassari-Bancali la bimba di 14 mesi e la mamma C. A., 34 anni, originaria di Cassino. Il Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria ha tempestivamente dato seguito all’istanza di trasferimento della donna per poter effettuare regolari colloqui con i familiari residenti nel territorio del Sassarese. La bimba resta ancora dietro le sbarre ma la presenza della mamma nel capoluogo turritano permetterà agli altri figli della donna di 6 anni e 4 anni di poter almeno vederla. L’auspicio è che al più presto sia possibile per la donna accedere a una misura alternativa alla detenzione”. Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell’Associazione Socialismo Diritti Riforme, con riferimento alla vicenda giudiziaria della donna di etnia Rom e della figlioletta con cui condivide la cella.<br />
	“E’ evidente che una bimba di appena 14 mesi non può restare dentro una cella anche perché la piccola, che ha subito un intervento chirurgico di labiopalatoschisi, necessita di particolari condizioni igienico-sanitarie e nutrizionali. Le Istituzioni quindi devono farsi carico di trovare una sistemazione alternativa alla donna e alla bambina, anche perché la madre ha altri due figli in tenerissima età.  Insomma far scontare la pena alla madre deve coincidere – conclude Caligaria &#8211; con  il rispetto dei bisogni dei bambini”.<br />
Cagliari, 6 febbraio 2017</p>
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		<title>CARCERI: A LANUSEI DETENUTI  +136,3% RISPETTO A NUMERO REGOLAMENTARE. CINQUE STRUTTURE OLTRE LIMITI.</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2017 13:04:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ “Ha raggiunto la ragguardevole eccedenza del 136,3% rispetto al numero regolamentare la presenza di detenuti nella Casa Circondariale “San Daniele” di Lanusei (Ogliastra). Sono infatti recluse nella struttura 45 persone, prevalentemente protette, a fronte di 33 posti letto regolamentari. Una situazione – purtroppo non unica – resa ancora più difficile dall’assenza di un Direttore in pianta stabile giacché il titolare Marco Porcu gestisce anche la Casa di Reclusione di Isili (111 detenuti per 154 posti), un incarico nel Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria e da alcune settimane la Casa Circondariale ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p> “Ha raggiunto la ragguardevole eccedenza del 136,3% rispetto al numero regolamentare la presenza di detenuti nella Casa Circondariale “San Daniele” di Lanusei (Ogliastra). Sono infatti recluse nella struttura 45 persone, prevalentemente protette, a fronte di 33 posti letto regolamentari. Una situazione – purtroppo non unica – resa ancora più difficile dall’assenza di un Direttore in pianta stabile giacché il titolare Marco Porcu gestisce anche la Casa di Reclusione di Isili (111 detenuti per 154 posti), un incarico nel Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria e da alcune settimane la Casa Circondariale di Cagliari-Uta”. Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”, sottolineando che “in Sardegna, con 5 Istituti oltre il limite regolamentare su 10, si sta configurando una condizione particolarmente difficile per l’aumento dei detenuti e le carenze degli organici e dei direttori. Attualmente in 5 strutture sono ristrette 1.507 persone su 2.145 e mancano i direttori titolari oltre che a Cagliari, a Oristano, Is Arenas e Tempio-Nuchis”.<br />
“Un’altra eccedenza significativa +108,4% si registra – rileva Caligaris esaminando i dati del Ministero della Giustizia relativi al mese di gennaio 2017 – nella Casa di Reclusione “Paolo Pittalis” di Tempio Pausania-Nuchis. Sono infatti presenti 181 detenuti in Alta Sicurezza per 167 posti.  Problematiche le presenze nell’Istituto “Ettore Scalas” di Cagliari (+103,7% ; 588 reclusi per 567 posti), nel “Giovanni Bacchiddu” di Sassari-Bancali (+101,4%; 430 per 424) e “Salvatore Soro” di Oristano-Massama (+ 101,1%; 263 per 260)”.<br />
“Un quadro così poco edificante – conclude la presidente di SDR – non può lasciare indifferenti le Istituzioni regionali e locali anche perché una notevole fetta di reclusi ha problematiche psichiche e di dipendenze, talvolta con gravi episodi di autolesionismo e atti aggressivi verso gli operatori. Si ha l’impressione che molti dei detenuti precedentemente ospiti degli OPG siano stati inseriti nelle carceri con problematiche che gli Istituti non sembra possano affrontare”.<br />
Cagliari, 6 febbraio 2017</p>
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		<title>“SOLIDARIETA’, NE VALE LA PENA” LOTTERIA SDR PER DETENUTI INDIGENTI</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2016 08:40:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Solidarietà, ne vale la pena” è il nome della lotteria promossa dall’associazione “Socialismo Diritti Riforme” per raccogliere fondi a sostegno dei detenuti indigenti. L’iniziativa, che mette in palio cento premi, intende al contempo sensibilizzare l’opinione pubblica sulla realtà detentiva del Villaggio Penitenziario di Cagliari-Uta. La raccolta fondi ha ottenuto il sostegno del Cafè Regio (Corso Vittorio Emanuele 283) che ospiterà la serata conclusiva con l’estrazione dei numeri vincenti, in programma domani pomeriggio 28 luglio a partire dalle ore 17.30. Ospite dell’iniziativa la poetessa Marinella Fois. Intratterranno i partecipanti con le ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“Solidarietà, ne vale la pena” è il nome della lotteria promossa dall’associazione “Socialismo Diritti Riforme” per raccogliere fondi a sostegno dei detenuti indigenti. L’iniziativa, che mette in palio cento premi, intende al contempo sensibilizzare l’opinione pubblica sulla realtà detentiva del Villaggio Penitenziario di Cagliari-Uta. La raccolta fondi ha ottenuto il sostegno del Cafè Regio (Corso Vittorio Emanuele 283) che ospiterà la serata conclusiva con l’estrazione dei numeri vincenti, in programma <b>domani pomeriggio 28 luglio a partire dalle ore 17.30</b>. Ospite dell’iniziativa la poetessa Marinella Fois. Intratterranno i partecipanti con le chitarre Giuseppe Idda e Roberto Milia.</p>
<p>“Le condizioni di disagio economico – afferma Maria Grazia Caligaris, presidente di SDR – si sommano spesso a quelle culturali producendo degli effetti di sofferenza devastanti tra coloro che stanno scontando la pena detentiva. Molti non hanno la possibilità di effettuare una telefonata ai familiari, altri non possono acquistare un biglietto per la nave o per il treno per poter tornare a casa dopo aver pagato il debito con la società”.</p>
<p>“L’associazione, che si autofinanzia grazie alla generosità degli aderenti, contribuisce – conclude – con progetti e iniziative a diffondere la cultura del rispetto dei diritti e della dignità delle persone private della libertà. La lotteria permetterà ai volontari SDR di continuare a svolgere l’attività di sostegno”.</p>
<p>I premi, che comprendono alcuni manufatti realizzati da detenuti o messi a disposizione dai soci, resteranno a disposizione nella sede di SDR per 30 giorni. I numeri estratti, alla presenza di un funzionario del Comune di Cagliari; saranno resi noti attraverso il sito e la pagina facebook di “Socialismo Diritti Riforme”. Il prezzo del biglietto è di 2 euro e 50 centesimi. I premi non ritirati, nel rispetto del regolamento, potranno essere messi in palio l’anno successivo.</p>
<p>Cagliari, 27 luglio 2016</p>
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		<title>CARCERI: &#8220;BENESSERE&#8230; DENTRO E FUORI&#8221; NUOVO INCONTRO GIOVEDI&#8217; 28 LUGLIO IN SEZIONE FEMMINILE CAGLIARI-UTA</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jul 2016 08:57:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nuovo appuntamento con “Benessere…. dentro e fuori” l’iniziativa che l’associazione “Socialismo Diritti Riforme” dedica alle detenute della Casa Circondariale di Cagliari-Uta. Organizzato con la collaborazione dell’Area Educativa dell’Istituto, il progetto, che è stato concordato con il Direttore del Penitenziario Gianfranco Pala, intende favorire una riflessione sulle criticità della convivenza nella sezione destinata alle donne all’interno del Villaggio Penitenziario, ubicato nell’area industriale di Cagliari, a circa 23 chilometri dal capoluogo. Giovedì 28 luglio, a partire dalle ore 10, le donne private della libertà incontreranno Maria Franca Marceddu, medico estetico, Maria Antonietta ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nuovo appuntamento con “Benessere…. dentro e fuori” l’iniziativa che l’associazione “Socialismo Diritti Riforme” dedica alle detenute della Casa Circondariale di Cagliari-Uta. Organizzato con la collaborazione dell’Area Educativa dell’Istituto, il progetto, che è stato concordato con il Direttore del Penitenziario Gianfranco Pala, intende favorire una riflessione sulle criticità della convivenza nella sezione destinata alle donne all’interno del Villaggio Penitenziario, ubicato nell’area industriale di Cagliari, a circa 23 chilometri dal capoluogo. Giovedì 28 luglio, a partire dalle ore 10, le donne private della libertà incontreranno Maria Franca Marceddu, medico estetico, Maria Antonietta Mura, psicologa, e Rina Salis Toxiri, esperta in motivazione personale. Presenti Alessandra Uscidda, responsabile della sicurezza dell’Istituto, e Maria Grazia Caligaris, presidente di SDR. Nel corso dell’incontro le detenute riceveranno informazioni sulla cura della persona e sui trattamenti estetici. Riceveranno inoltre dei prodotti di bellezza messi a disposizione dal Centro Medico Estetico “Dalle ceneri della Fenice” di Cagliari.</p>
<p>“La cura della persona – sottolinea Caligaris – è un aspetto non trascurabile specialmente nella convivenza forzata in spazi ristretti. Non è facile infatti condividere quotidianamente la stessa camera con una o più persone senza avere avuto la possibilità di incontrarle e conoscerle precedentemente, senza poter scegliere. Non meno importanti sono la capacità di adattamento alle abitudini individuali delle altre e il rispetto delle personali esigenze. Occorre inoltre considerare la difficoltà a gestire la propria identità personale senza subire prevaricazioni e contenere l’aggressività. Il mondo femminile della detenzione, che esprime anche in Sardegna il 4/5% dell’intero universo dei reclusi, è particolarmente problematico. Richiede agli operatori della Sicurezza, agli educatori nonché ai Sanitari una disponibilità totale frutto di studio dei profili psicologici di ciascuna”.</p>
<p>“L’iniziativa, che è stata preceduta anche da incontri collettivi, sarà riproposta successivamente. L’intento è quello di contribuire a favorire relazioni più serene e costruttive tra i diversi attori dell’esperienza detentiva rispettando i ruoli ma valorizzando la storia personale e l’esperienza di figlie, madri, mogli, compagne. Un percorso – conclude la presidente di SDR – ricco di riflessioni per la crescita di ciascuna”.</p>
<p>Cagliari, 25 luglio 2016</p>
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		<title>REFERENDUM COSTITUZIONALE: A CAGLIARI INCONTRO-DIBATTITO SU RAGIONI DEL SI&#8217; E DEL NO. APPUNTAMENTO 20 LUGLIO ORE 17.30 SOCIETA&#8217; DEGLI OPERAI DI MUTUO SOCCORSO (VIA XX SETTEMBRE 80)</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jul 2016 06:05:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Informare innanzitutto i soci ma anche i cittadini sui quesiti del Referendum Costituzionale in modo da arrivare alla scadenza di ottobre documentati e consapevoli delle conseguenze che il risultato della consultazione può determinare”.  Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”, spiegando le finalità dell’incontro-dibattito “Referendum Costituzionale: le ragioni del sì e del no” in programma a Cagliari il 20 luglio alle ore 17.30 nella Sala Conferenze della Società degli Operai di Mutuo Soccorso (via XX settembre, 80).
“La priorità di SDR – sottolinea – è quella di fare ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“Informare innanzitutto i soci ma anche i cittadini sui quesiti del Referendum Costituzionale in modo da arrivare alla scadenza di ottobre documentati e consapevoli delle conseguenze che il risultato della consultazione può determinare”.  Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”, spiegando le finalità dell’incontro-dibattito “Referendum Costituzionale: le ragioni del sì e del no” in programma a Cagliari il 20 luglio alle ore 17.30 nella Sala Conferenze della Società degli Operai di Mutuo Soccorso (via XX settembre, 80).</p>
<p>“La priorità di SDR – sottolinea – è quella di fare chiarezza sui contenuti della consultazione favorendo una corretta informazione. Desideriamo però anche promuovere una sensibilizzazione dell’opinione pubblica su un tema particolarmente delicato che, senza un’adeguata partecipazione, rischia di dover fare i conti con l’astensionismo. Il nuovo importante appuntamento con le urne per<strong> confermare o respingere la riforma della </strong>seconda parte della Costituzione approvata dal Parlamento impone infatti una riflessione non preconcetta”.</p>
<p>“Il fatto che p<strong>er il Referendum</strong><b> </b><strong>Costituzionale</strong> non sia previsto il quorum, richiede dai cittadini e dall’informazione un surplus di attenzione. Trattandosi di un<b> </b><strong>Referendum</strong> il cui risultato sarà valido a prescindere dal numero dei partecipanti diventa infatti determinante la presenza alle urne e la consapevolezza sulla scelta da attuare. L’iniziativa – conclude la presidente di SDR – vuole contribuire a raggiungere queste finalità”.</p>
<p>L’incontro-dibattito avrà come protagonisti Marco Betzu, costituzionalista, a sostegno delle ragioni del Sì e Carlo Dore Junior, ricercatore universitario, componente del “Comitato del No”.  A coordinare il dibattito sarà il giornalista Umberto Aime, notista politico di “La Nuova Sardegna”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cagliari, 16 luglio 2016</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>CARCERI: SDR, SABATO A ORISTANO-MASSAMA GARANTE NAZIONALE DETENUTI MAUROPALMA</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2016 15:43:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Una visita per verificare le condizioni in cui si trovano i ristretti delle sezioni di Alta Sicurezza ma anche per valutare il livello di presenze di ergastolani  nelle celle e poter segnalare eventuali mancanze. La presenza nell’Istituto “Salvatore Soro” di Oristano-Massama del Garante nazionale dei Diritti dei Detenuti Mauro Palma, personalità particolarmente apprezzata per competenza e sensibilità, sarà per tutti un’occasione di riflessione sulla realtà detentiva in Sardegna dopo l’apertura di quattro nuovi Istituti”. Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”, avendo appreso che “la visita ufficiale ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“Una visita per verificare le condizioni in cui si trovano i ristretti delle sezioni di Alta Sicurezza ma anche per valutare il livello di presenze di ergastolani  nelle celle e poter segnalare eventuali mancanze. La presenza nell’Istituto “Salvatore Soro” di Oristano-Massama del Garante nazionale dei Diritti dei Detenuti Mauro Palma, personalità particolarmente apprezzata per competenza e sensibilità, sarà per tutti un’occasione di riflessione sulla realtà detentiva in Sardegna dopo l’apertura di quattro nuovi Istituti”. Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”, avendo appreso che “la visita ufficiale del Garante avverrà nella mattinata di sabato in risposta alle rimostranze dei cittadini privati della libertà che in più occasioni – la scorsa settimana con una lettera inviata anche al Capo del Dipartimento – avevano protestato per diversi disservizi, a partire dalle tre brande in celle da due e per la mancanza di celle singole per i fine pena mai”.</p>
<p>“In Sardegna – ricorda Caligaris – il numero di detenuti in regime di Alta Sicurezza è triplicato negli ultimi due anni. A Oristano-Massama sono quasi 300 (per meno di 260 posti), a Tempio-Nuchis poco meno di 200 (per 167 posti regolamentari) e a Nuoro circa 170. Si tratta di reclusi prevalentemente ergastolani con alle spalle lunghe detenzioni che sono arrivati nell’isola in seguito a trasferimenti da altre regioni dove era più facile avere colloqui con i familiari e svolgere attività lavorative e ricreative”.</p>
<p>“Ciò che però lamentano maggiormente i detenuti è la difficoltà a incontrare il Direttore e a poter avere un colloquio con lui per manifestare le esigenze e trovare una soluzione ai problemi. E hanno perfettamente ragione. Il responsabile di Massama infatti oltre all’Istituto oristanese cura anche la Colonia Penale di “Is Arenas” ed è attualmente Vice Provveditore. Negli scorsi mesi, in attesa della nomina di Maurizio Veneziano, aveva dovuto peraltro svolgere a tempo pieno l’incarico di Provveditore”.</p>
<p>“E’ noto che la principale emergenza in Sardegna oltre alla crescita esponenziale dei ristretti – sottolinea la presidente di SDR – resta la mancanza di Direttori e di Vice Direttori. Unico caso in Italia, nell’isola, dove peraltro le distanze tra gli Istituti sono notevoli e la qualità della rete stradale lascia molto a desiderare, ci sono 5 Direttori per 10 Istituti. E’ una condizione che impedisce ai Direttori di essere presenti costantemente nelle strutture e conoscere effettivamente le necessità di chi sconta una pena. Speriamo che la visita del Garante Nazionale dei Diritti dei Detenuti serva a richiamare l’attenzione del Ministero e del Dipartimento affinché venga risolto un problema grave che impedisce al sistema di funzionare in modo da garantire i diritti dei ristretti ma anche di tutti i lavoratori”.</p>
<p>Cagliari, 30 marzo 2016</p>
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		<title>CARCERI: DAP TRASFERISCE PER 3 MESI ERGASTOLANO MARIO TRUDU A ORISTANO-MASSAMA. POSITIVO SEGNALE</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2016 17:39:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[CARCERI: SDR, FINALMENTE ERGASTOLANO MARIO TRUDU A MASSAMA PER 3 MESI
“Tre mesi nell’Istituto Penitenziario di Oristano-Massama per poter effettuare regolari colloqui con i familiari. Li ha disposti il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria a favore di Mario Trudu, l’ergastolano di Arzana in carcere dal 1978. Un’apertura significativa e importante che sembra far sperare in un definitivo trasferimento dell’anziano detenuto in Sardegna, nel rispetto della territorialità della pena”. Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme” ricordando che “ Trudu, attualmente recluso a San Gimignano, da molti anni chiede insistentemente di ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>CARCERI: SDR, FINALMENTE ERGASTOLANO MARIO TRUDU A MASSAMA PER 3 MESI</p>
<p>“Tre mesi nell’Istituto Penitenziario di Oristano-Massama per poter effettuare regolari colloqui con i familiari. Li ha disposti il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria a favore di Mario Trudu, l’ergastolano di Arzana in carcere dal 1978. Un’apertura significativa e importante che sembra far sperare in un definitivo trasferimento dell’anziano detenuto in Sardegna, nel rispetto della territorialità della pena”. Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme” ricordando che “ Trudu, attualmente recluso a San Gimignano, da molti anni chiede insistentemente di poter continuare a mantenere i rapporti affettivi con la sorella gravemente ammalata”.</p>
<p>“Mario Trudu era stato condannato all’ergastolo. La misura è stata però successivamente trasformata in “ostativa”, cioè il suo “fine pena mai” esclude – sottolinea Caligaris – la possibilità di usufruire di qualsiasi beneficio penitenziario. Nel frattempo tuttavia l’uomo ha studiato conseguendo il diploma e ha pubblicato un libro “Totu sa beridadi – Tutta la verità” in cui ricostruisce la sua vita da giovane pastore fino alle vicende giudiziarie e ribadisce la sua innocenza relativamente al sequestro dell’ing. Giancarlo Bussi, per il quale venne condannato la prima volta”.</p>
<p>“Trudu non chiede la libertà ma soltanto di poter restare in Sardegna. Nel 2012 con un’ordinanza il Tribunale di Sorveglianza di Perugia aveva invitato il responsabile della Direzione Generale Detenuti e Trattamento del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ad “adottare ogni provvedimento amministrativo necessario a tutelare l’esigenza di regolare svolgimento di colloqui con i propri familiari rappresentata da Mario Trudu”. L’auspicio è – conclude la presidente di SDR – che finalmente il DAP accolga la sua richiesta e possa restare almeno a Oristano”.</p>
<p>Cagliari, 16 febbraio 2016</p>
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		<title>CARCERI: URGENTE RIORGANIZZAZIONE SERVIZIO INFERMIERI CAGLIARI-UTA.</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2015 11:20:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“La situazione degli infermieri nella Casa Circondariale di Cagliari-Uta è inaccettabile per numero e organizzazione. Solo 4 dipendenti sono a tempo pieno, due di loro però solo con funzioni amministrative, troppi infermieri a rotazione con poche ore e incredibili “buchi”. E’ molto alto il rischio non solo di bloccare l’attività degli specialisti ma anche di lasciare le persone detenute senza un’adeguata copertura soprattutto nel caso di emergenze. Inoltre il mancato pagamento delle ore aggiuntive dei mesi di luglio e agosto sta creando un forte malcontento. E’ urgente dunque una riorganizzazione”. ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“La situazione degli infermieri nella Casa Circondariale di Cagliari-Uta è inaccettabile per numero e organizzazione. Solo 4 dipendenti sono a tempo pieno, due di loro però solo con funzioni amministrative, troppi infermieri a rotazione con poche ore e incredibili “buchi”. E’ molto alto il rischio non solo di bloccare l’attività degli specialisti ma anche di lasciare le persone detenute senza un’adeguata copertura soprattutto nel caso di emergenze. Inoltre il mancato pagamento delle ore aggiuntive dei mesi di luglio e agosto sta creando un forte malcontento. E’ urgente dunque una riorganizzazione”. Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”, con riferimento alla sanità penitenziaria nel Villaggio Detentivo di Cagliari, ubicato nell’area industriale di Uta a 23 chilometri dal capoluogo di regione.</p>
<p>“I familiari dei detenuti – afferma Caligaris – facendosi interpreti del disagio dei parenti reclusi, hanno espresso forti perplessità in merito all’assistenza infermieristica e medica. In pratica dopo il passaggio alla ASL 8 della Sanità, sono rimasti a tempo pieno gli stessi infermieri che erano stati assunti dal Ministero della Giustizia. Alcuni hanno un contratto a tempo determinato e molti di loro sono prossimi a scadenze. C’è inoltre un gruppo che benché sia a tempo indeterminato, opera in altri reparti e servizi della ASL 8. Ci sono poi altri dell&#8217;Azienda Ospedaliera Brotzu che prestano servizi “aggiuntivi”, rispetto al loro normale orario di lavoro, in regime di convenzione con la ASL 8. Insomma una girandola di operatori che non garantisce continuità. Durante la notte, nonostante la vastità dell’area, sono in turno soltanto due infermieri, uno dei quali dislocato al Centro Diagnostico Terapeutico”.</p>
<p>“Uno degli aspetti più problematici – osserva ancora la presidente di SDR – è rappresentato dall’assenza di reperibilità. Quando un infermiere non si presenta in servizio per qualunque motivo il suo settore rimane scoperto. Di recente poi è stata ridotta di due ore anche la presenza in turno il pomeriggio e talvolta solo due infermieri devono soddisfare le esigenze dell&#8217;intero carcere trascurando quindi spesso le necessità ordinarie. Senza una rivisitazione dell’organigramma e una razionale distribuzione del lavoro si profila sempre di più il serio rischio di non rispettare i protocolli di assistenza. Non si può dimenticare che il diritto alla salute viene prima di qualunque altra esigenza e che l’Azienda Sanitaria deve garantire – conclude Caligaris – i livelli essenziali di assistenza a tutti i cittadini, nonché il pagamento delle spettanze arretrate”.</p>
<p>Cagliari, 1 dicembre 2015</p>
<p>Con preghiera di diffusione, pubblicazione e/o lettura durante i notiziari radiotelevisivi.</p>
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		<title>CARCERI: BRACCIALETTO ELETTRONICO NON E&#8217; PIU&#8217; CONDITIO SINE QUA NON PER DOMICILIARI</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2015 16:02:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Il detenuto Biagio Mellino, come sostiene l’avv. Pasqualino Federici, può accedere direttamente ai domiciliari anche se non è disponibile il braccialetto elettronico. Non è più infatti conditio sine qua non”. Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme” con riferimento al caso del cittadino privato della libertà costretto a restare dietro le sbarre per la mancata disponibilità del dispositivo di controllo. “La recente sentenza della Cassazione parla chiaro. La mancanza di braccialetti, per insufficiente disponibilità di fondi da parte della pubblica amministrazione, non può ricadere sul cittadino e ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“Il detenuto Biagio Mellino, come sostiene l’avv. Pasqualino Federici, può accedere direttamente ai domiciliari anche se non è disponibile il braccialetto elettronico. Non è più infatti conditio sine qua non”. Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme” con riferimento al caso del cittadino privato della libertà costretto a restare dietro le sbarre per la mancata disponibilità del dispositivo di controllo. “La recente sentenza della Cassazione parla chiaro. La mancanza di braccialetti, per insufficiente disponibilità di fondi da parte della pubblica amministrazione, non può ricadere sul cittadino e la misura meno afflittiva può essere eseguita a prescindere dal mezzo tecnico di controllo”.</p>
<p>“E’ evidente dunque – sottolinea Caligaris – che il caso del detenuto Mellino deve essere immediatamente risolto. La sentenza del Supremo Collegio però apre non solo la strada a numerosi domiciliari finora rimasti sulla carta, ma pone una questione di fondo. Se il braccialetto non è fondamentale per accedere alla misura, a che cosa è valso promuovere un accordo con Telecom che comporta peraltro sopralluogo tecnico, tempi di attivazione, controlli e notevoli oneri finanziari? Oltre alle cause per ingiusta detenzione che potrebbero fioccare, c’è – conclude la presidente di SDR – anche una questione di sperpero di denaro pubblico sulla quale riflettere e approfondire”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cagliari, 29 agosto 2015</p>
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		<title>CARCERI: NEGATO A DETENUTO INCONTRO CON PROPRIO CANE IN CASA RECLUSIONE MASSAMA PER ASSENZA REGOLAMENTAZIONE</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Aug 2015 13:57:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“La richiesta avanzata da un detenuto del carcere di Oristano-Massama di poter incontrare il suo cane non può essere soddisfatta per l’assenza di una regolamentazione che ne determini la precisa natura, le modalità e le finalità”. Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”, con riferimento alla risposta del Direttore della Casa di Reclusione Pierluigi Farci alla lettera con cui era stato invitato a considerare l’opportunità di consentire al cittadino privato della libertà di incontrare l’animale a cui è particolarmente legato. L’uomo in una missiva all’associazione aveva manifestato ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“La richiesta avanzata da un detenuto del carcere di Oristano-Massama di poter incontrare il suo cane non può essere soddisfatta per l’assenza di una regolamentazione che ne determini la precisa natura, le modalità e le finalità”. Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”, con riferimento alla risposta del Direttore della Casa di Reclusione Pierluigi Farci alla lettera con cui era stato invitato a considerare l’opportunità di consentire al cittadino privato della libertà di incontrare l’animale a cui è particolarmente legato. L’uomo in una missiva all’associazione aveva manifestato l’esigenza di poter vedere l’animale per lenire gli stati di disagio psicologico.</p>
<p>“Il responsabile dell’Istituto oristanese – afferma Caligaris – ha risposto con sollecitudine alla missiva di SDR facendo osservare che innanzitutto non “può prendersi un provvedimento che poi, a condizioni analoghe, non venga applicato anche agli altri detenuti”. Il Direttore Farci precisa altresì che “non è mai stata risolta la qualificazione dell’incontro che, per le motivazioni solitamente addotte, come anche in questo caso, assumono toni e carica emotiva da incontro come un prossimo congiunto, si tratterebbe quindi di un Colloquio? Non credo sia configurabile”.</p>
<p>Relativamente alla Pet Therapy prescritta dalla psicologa dell’Istituto al detenuto che soffre di crisi depressive, così come il cittadino privato della libertà ha affermato nella lettera, il dott. Farci afferma che “non è certo prescrivibile dalla ASL come tante altre cure che non possono essere effettuate dai detenuti”. La problematica principale per soddisfare la richiesta resta comunque quella di garantire pari opportunità a tutti i cittadini privati della libertà nella Casa di Reclusione di Oristano. “Come si potrebbe negare la stessa terapia a qualunque altro detenuto che avesse una prescrizione simile, d’altra parte non credo difficile da ottenere posto che la Pet Therapy ha comunque effetti positivi? E’ come dire SI per un cane No per un gatto o un cavallo o altro ancora, posta come base la parità di condizioni detenuti”.</p>
<p>“Le problematiche rappresentate dalla Direzione dell’Istituto di Oristano-Massama, nel richiamare l’assenza di una regolamentazione ribadiscono, la necessità – evidenzia la presidente di SDR – di disporre una norma chiarificatrice che non esponga i responsabili delle strutture penitenziarie a rischi interpretativi. Resta però un fatto incontrovertibile che è stato possibile non solo far incontrare i detenuti con i cani nelle carceri di Bologna, Livorno, Firenze e Montone, ma addirittura consentire la convivenza in cella con canarini a Padova. E’ inoltre appena il caso di ricordare che nel 1986, un esponente di Prima Linea, durante il processo, ottenne dal giudice il permesso di incontrare il suo pastore tedesco. Situazioni certamente differenti così come lo sono i convincimenti personali e il livello di cultura animalista. Relativamente alle terapie, infine, è appena il caso di ricordare che la Pet offre opportunità di recupero formidabili soprattutto per i disturbi dell’umore e nei casi anche gravi di autismo. Nel rivolgere un appello al responsabile del Dipartimento e al Ministro della Giustizia auspichiamo che anche in Sardegna – conclude Caligaris – un detenuto possa incontrare almeno un cane, specialmente quando le sue condizioni psichiche sono particolarmente difficili”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cagliari, 26 agosto 2015</p>
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